Un racconto al giorno | Settimana 4° “Infinite variazioni di COP-out jokes”

Torna la rubrica curata da Francesco Quaranta, scrittore, editor e redattore de La Nuova Verde, che ogni giorno si affida al caso, ai consigli e allo spirito degli algoritmi per individuare un racconto da leggere e presentare. La selezione è frutto di combinazioni fortuite e decisioni arbitrarie, contro le letture “necessarie”.

E mentre il mondo cerca scuse per calare dall’alto una transizione ecologica all’insegna del profitto privato, la scrittura resiste con le sue maniere.

Lunedì – Piccolo piccolo di Mauro Colarieti per Nido di Gazza: Dolore meschino, inferto goccia dopo goccia, senza possibilità di sapere se sia per ignoranza o cattiveria; la molla che si lascia comprimere sempre più, e poi, senza apparente preavviso…

Martedì – M. di Emanuela Cocco per il volume B di Vitamine: Interessare in quanto vittima, amare la chiarezza dell’ordine e del controllo, ma essere succubi del buio, nei territori selvaggi al confine del quotidiano; la crudeltà che penetra nella coda dell’occhio di un’esistenza protetta, talmente grande che mettere a fuoco i dettagli si fa impossibile.

Mercoledì – Morte di Galeaso Delgadillo di Michele Burgio per il n.4 di Morel – Voci dall’Isola: Con quale costanza può isolarsi la mente, così presa dal suo pontificare, così distratta dalla voglia di bellezza, per quanto tempo può andare tutto a rotoli prima che ci si veda costretti a svegliarsi dal sogno e affrontare quell’istante sul quale il destino si appiattisce.

Giovedì – Diciassette secondi di Simone Bachechi per Spore Rivista: Disorientamento rispecchiato dalle scelte linguistiche e dalla struttura, la confusione di un ritardo, di un programma che salta, dell’ostinazione di volersi dare una risposta nel momento in cui forse non c’è più nulla da dire.

Venerdì – Macaronesia di Giulio Iovine per il n.2 di Enne2 Rivista: Quanto è facile immaginare il peggio quando il mondo che ci circonda ha saputo mostrarci solo orrore; per chi ha sofferto, la speranza può sembrare una trappola, un inganno, e la cura un’utopia.

Sabato – La stanza di Ottavia Marchiori per Blam Rivista Numero Speciale: Prendere atto della fine di una storia proprio come si nota il cambiamento del meteo, subirla come una calamità; contare i danni, ridimensionarli, acclimatarsi.

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Francesco Quaranta

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