A lavoro concluso | La sinossi

Mi hai scelto come editor, abbiamo lavorato insieme per alcuni mesi e adesso il tuo romanzo è pronto per partire in cerca di un editore che decida di investire sulla sua pubblicazione. Da che parte cominciare? Ti serviranno tre cose: la prima è una buona sinossi, la seconda è un’impeccabile lettera di presentazione e la terza, che in realtà viene prima di tutte le altre, è un’idea piuttosto chiara della possibile collocazione editoriale del tuo scritto. Vediamole con ordine.

La sinossi è un riassunto ragionato del tuo romanzo. A meno che non sia diversamente specificato sul sito dell’editore che stai contattando, calcola una lunghezza di una, massimo due cartelle. Se hai svolto bene i tuoi calcoli avrai già capito che dovrai fare appello a tutta la tua capacità di sintesi, tagliando aggettivi inutili e facendo economia di avverbi. Per ogni sezione cerca di utilizzare un’unica frase: inizia da una presentazione del tuo protagonista (chi?), specifica in quale luogo si trova (dove?) e in quale contesto temporale (quando?), quale incidente lo spinge ad agire (perché?) e quali cambiamenti sarà costretto ad attuare in sé stesso e nel suo ambiente vitale (cosa?). E non dimenticarti di includere il finale.

Hai capito bene: la sinossi che si invia a un editore è diversa da quella che si scrive per la quarta di copertina di un romanzo pubblicato. Questo perché è diverso il suo target. Non deve incuriosire un possibile lettore e spingerlo all’acquisto del tuo libro, bensì presentare un’opera a un tecnico del settore editoriale, che da quelle poche righe dovrà decidere se vale la pena di leggere il tuo romanzo. Una sinossi accattivante, unita a un’ottima lettera di presentazione, è infatti il primo passo per accedere alla selezione editoriale. Il rischio che corri inviando una sinossi incompleta o scritta male è quello di buttare al vento tanti mesi di lavoro, perché chi la riceve non avrà modo di capire come il tuo lavoro si distingue nel gran mucchio di richieste che riceve più o meno quotidianamente.

Se anche tu hai sentito autori e autrici lamentarsi di come scrivere la sinossi sia ancora più difficile del processo di scrittura del romanzo per intero, forse è perché a queste persone manca la visione d’insieme di quanto hanno scritto. Senza visione d’insieme la sinossi si riduce a essere un elenco delle principali svolte della trama e non emerge il particolare punto di vista che differenzia il tuo romanzo da altre storie simili. Avremo sinossi del tipo: «Tizio ha lasciato la sua casa perché oppresso dalla famiglia di origine e dall’assenza di prospettive. In seguito alla morte improvvisa o imminente di una figura parentale torna a casa, dove è costretto a fare i conti col proprio passato». Sono sicura che conosci moltissime storie a cui si può applicare questa breve descrizione. Cos’è allora che le rende diverse? Per capirlo ti consiglio la visione di due film: La mia vita a Garden State (Zach Braff, 2004), che usa questa semplice trama per raccontare la condizione della generazione Y, e Big Fish (Tim Burton, 2003, tratto da un romanzo di Daniel Wallace), che utilizza lo stesso presupposto per costruire una storia fantastica.

Un esempio di sinossi dal mio romanzo “Centinaia di inverni. La vita e le morti di Emily Brontë” (Jo March, 2018)

Penultima figlia di un pastore anglicano (chi? – presentazione della protagonista), Emily si stabilisce ancora bambina nella cittadina di Haworth, Yorkshire, in una canonica al limitare della brughiera (dove? – presentazione dell’ambiente narrativo), dove la sua infanzia verrà scossa in pochi anni dalla morte della madre e da quella delle sorelle maggiori (introduzione del tema, o visione d’insieme: le morti contenute nel titolo). Le restano altre due sorelle e un fratello, dotati come lei di una vivace intelligenza e di grande fantasia, ma divisi dai diversi destini che la società pre-vittoriana pretende di assegnare ai ragazzi e alle ragazze degli strati sociali più bassi (quando? – presentazione del contesto temporale). Ma Emily non trova affatto giusto che lei, Charlotte e Anne siano destinate a diventare istitutrici, mentre a suo fratello Branwell è concesso di istruirsi e perseguire una carriera artistica (perché?presentazione del conflitto). Mentre Anne farà di tutto per scendere a patti col proprio destino, e Charlotte cercherà disperatamente di appropriarsi di quello del fratello, Emily troverà una terza strada rifugiandosi nella sua vita interiore, decisa a sottrarsi a qualsiasi compromesso (come? – reazione del protagonista al conflitto). Dalla sua posizione di rifiuto di una società che non risponde alle leggi naturali, Emily assiste al dispiegarsi di esistenze che la toccano nell’intimo senza però riuscire a direzionare in alcun modo la sua forma materiale. Familiari, amici, insegnanti, padroni e perfino un pretendente: tutti hanno aspettative su Emily a cui lei si ostinerà a sottrarsi, fino a rendersi padrona della sua stessa morte. Avendo contratto la medesima malattia che ha ucciso le sorelle, rifiuta infatti di curarsi, scegliendo di abbracciare le leggi naturali secondo cui la morte non è una tragedia, ma è parte della vita (finale – conclusione dell’arco di trasformazione).

Nell’articolo successivo ti spiegherò come scrivere una lettera di presentazione per il tuo romanzo e come scegliere a chi inviarla.

Photo by Reuben Juarez on Unsplash

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